sociologia etruscologia matematica scrivetemi

FISICA POLITICA   |     IL LIBRO      |     IL GIUDIZIO DEGLI STUDIOSI

-------------------------------------------------------------------------------------------------

PERCHE' LA FISICA POLITICA


Per molti anni ho desiderato di dare corpo ad un’ idea nata nella mia mente quando
avevo circa venticinque anni, e dopo aver letto la maggior parte delle opere di
Bertrand Russell e tutti i romanzi e i racconti di Isaac Asimov.
Dal primo ho imparato a gustare il valore della libertà del pensiero non legato ad
alcuna ideologia: “Dalla libertà dei pensieri sgorga l’intero mondo dell’arte e della
filosofia, e quella visione della bellezza grazie alla quale, infine, riconquistiamo a
metà il mondo riluttante”
*1
.
Dal secondo, che si è ispirato a “Declino e caduta dell’Impero Romano” di Gibbon
nello scrivere la sua “Trilogia della Fondazione”
*2, ho ereditato la passione per la
storia scritta da uomini del calibro di Momsen, Gibbon e Pirenne.
Da allora due domande hanno sempre fatto compagnia ai miei pensieri: quali sono i
valori e i limiti di una ideologia? E’ possibile costruire l’ “embrione” di una scienza
simile alla “psicostoriografia” di cui parla Asimov nella sua trilogia?
La risposta a queste due domande ha preso corpo quando ho cominciato a
“navigare in internet” e mi sono imbattuto nell’ “Indice di sviluppo umano”. Da
allora i pensieri e le idee si sonno accumulati ed accavallati per molti anni nella mia
mente. Successivamente, i miei interessi mi hanno condotto verso le scienze politiche
e sociali e sulle attuali frontiere di queste discipline facendomi capire come e perché
il loro percorso sia arrivato ad un punto morto; infatti, da Auguste Comte in poi, cioè
dalla nascita della sociologia, non è stato proposto alcun modello matematico,
statistico o fisico che abbia oggettive potenzialità euristiche e descrittive per spiegare
il comportamento di insiemi molto numerosi di esseri umani.
Analizziamo ulteriormente il problema. Quando, parlando di politica, usiamo
espressioni come “peso politico”, “pressione politica”, “massa politica” ed altre
simili, sappiamo bene a cosa ci riferiamo con tali locuzioni, ma nel momento in cui
tentiamo di attribuire loro un significato oggettivo e un valore misurabile, l’unico
risultato che otteniamo, senza usare numeri e formule matematiche, è quello di
produrre infinite parole che si prestano ad infinite critiche e interpretazioni diverse e
che generalmente dividono i pensatori in due categorie: i sostenitori della tal teoria e
i suoi oppositori. A questo punto mi è apparsa chiara ed evidente una nuova
impostazione del lavoro da fare: incominciare a lavorare su qualcosa che sia
oggettivo e misurabile. Che cosa e con quali strumenti?
L’idea principale che ha mosso i miei pensieri è stata proprio quella di poter
applicare ai fenomeni storici, politici e sociali le leggi della fisica classica, ed è sorta
da due considerazioni:
a) in natura, qualsiasi oggetto, animato o meno, è caratterizzato da una massa; anche
l’uomo; e ciò mi ha indotto a chiedermi se e come fosse possibile caratterizzare un
insieme molto numeroso di esseri umani con una massa non fisica, ma che avesse,
necessariamente, le opportune connotazioni sociali;
b) se fossi riuscito a definire questo tipo di massa avrei potuto applicare ad essa, per
analogia, i principi della fisica classica.
Dopo infiniti ragionamenti, ricerche e discussioni con economisti e sociologi ho
trovato finalmente la soluzione ho capito che la soluzione al problema era costituita
dall’ Indice di sviluppo umano (ISU)
*3.
Con questo indice ho formulato, in termini
oggettivi, i due nuovi concetti che stanno alla base della mia teoria: quello che
chiamo “oggetto politico”, definito come un insieme molto numeroso di esseri umani
(ad esempio: la popolazione di una Nazione, un partito politico, un sindacato,
un’organizzazione terroristica o un ordine religioso); e quello di “massa politica”,
definito come il prodotto del numero di individui di un oggetto politico per il suo
ISU. Tutto il resto è poi scaturito, facendo un uso discreto della matematica, come
conseguenza logica dell’applicazione di questi due concetti.
I risultati che ho ottenuto nelle applicazioni pratiche sono, a mio avviso,
incoraggianti e fanno capire come queste mie idee, per ora embrionali, possano
indicare nuovi percorsi di indagine, se non da seguire, quanto meno da valutare
criticamente.
E’ nato così “Il sogno di Asimov – Lineamenti di fisica storica e politica” nel
quale è descritto, sia nella teoria che nelle applicazioni, il tentativo di costruire un
modello fisico-matematico dei fenomeni storici e politici. E’ il primo tentativo in
questa direzione. Senza dubbio non è privo di errori e di illazioni, ma, in ogni caso,
traccia, anche se in modo ancora incompleto e impreciso, le linee di nuovi percorsi
per l’indagine storica, politica e sociologica. e che potrebbero essere la soluzione ai
numerosi tentativi che si stanno facendo in molti ambienti accademici, sia italiani che
stranieri, di dare una impostazione fisica alle scienze sociali.
Premesso che, come spesso accade, i presupposti di nuove scoperte scientifiche
sono già “nell’aria” prima che queste avvengano e che tali presupposti vengono poi
colti da coloro che stanno indirizzando i loro studi in quei campi di indagine, sembra
che qualcosa del genere stia accadendo per tutte quelle discipline che insistono
nell’area sociologica o che, comunque, sono strettamente legate alla sociologia (mi
riferisco a molte nuove idee come quelle di Rein Taagepera, Professore emerito
all’Università di Tartu in Estonia e all’Università della California ad Irvine, dei fisici
italiani Fabrizio Coppola e Amedeo Balbi, e, non ultime, quelle espresse nel libro di
Mark Buchanan “L’atomo sociale” edito da Mondatori, senza dimenticare, peraltro,
Auguste Comte il quale, chiamando inizialmente “fisica sociale” la disciplina della
quale è considerato il fondatore, auspicava la scoperta di leggi che regolassero i
fenomeni storici e sociali).
Ma ora domando a tutti gli studiosi: la fisica-politica è la strada da incominciare a
percorrere?

-------------------------------------------------------------------------------------------------

1- Russell B., “Il culto dell’uomo libero”, in “Misticismo e logica”, p. 71, Longanesi & C., Milano 1964.

2 - Nella sua “Trilogia della Fondazione” (Cronache della Galassia, 1963, Il crollo della Galassia centrale, 1964, l’altra faccia della spirale,
1964, Mondatori, Milano) e nei romanzi ad essa collegati, Isaac Asimov immagina che il matematico Hari Seldon, ultimo grande scienziato del
primo Impero Galattico, abbia scoperto che, mentre il comportamento del singolo individuo è imprevedibile, i comportamenti delle masse
possano essere studiati non solo statisticamente, ma che alle masse sia possibile applicare le leggi della fisica. Seldon, poi, perfeziona la sua
disciplina –alla quale dà il nome di “psicostoriografia”– al punto che è in grado di prevedere non solo il prossimo crollo del Primo Impero
Galattico, ma che questo crollo ssarà seguito da un periodo di trentamila anni di barbarie. Organizza così due “Fondazioni” il cui compito è
quello di ridurre, con lo strumento della “psicostoriografia”, il periodo di oscurantismo a soli mille anni.

3 - L’ISU3, calcolato per un determinato anno e riferito ad una certa Nazione, indicalo sviluppo umano della popolazione di quella Nazione e
attribuisce un valore compreso fra 0 e 1 al livello sociale economico e culturale di quella Nazione. Ogni anno viene determinato per quasi tutte le
Nazioni dall’UNDP (United Nations Developmentent Program) e pubblicato in un rapporto annuale
.